SUNSET RUNNING RACE - 21.03.2015

Alberto, organizzatore della manifestazione è stato subito premuroso, incredulo, pessimista e titubante alla notizia che volevo tentare di correre a piedi nudi; lo era anche oggi prima della partenza quando ci siamo conosciuti di persona, infatti, mi invitata almeno a farlo con le racchette, comunque lo erano molte altre persone e tutto ciò non ha fatto che rafforzare le mie convinzioni. Addirittura quando mi scoraggiavano, usavano argomenti negativi, io ho risposto che dicevano le stesse cose per le gare di tipo Cross, ma la voglia di tentare non l’abbandono, anche se potranno aver ragione nel provare il percorso almeno una volta, ma io conosco bene le mie qualità e non sono uno sprovveduto che non pensa, ma queste cose sono abituato a dimostrarle anziché dare spiegazioni quando ancora non ho ottenuto ciò che voglio ( non mi piace peccare di presunzione, quindi lascio la gente parlare e io faccio invece i fatti). Alla partenza incontro Giovanni, l’attore comico del trio di Aldo, Giovanni e Giacomo e quando un giornalista o organizzatore gli comunica la mia partecipazione alla gara correndo a piedi nudi, lui risponde a malo modo dicendo: ” A son cazzi suoi”. Eccoci ai nastri di partenza, nevica poco, io avrei preferito la bufera per rendere ancor più difficoltoso ciò che già l’era correndo a piedi nudi. Partiamo con una dura salita, sento dolori muscolari al tibiale posteriore e gastrocnemio, ma dopo 3 km mi sento più sollevato, ma la fatica fa da padrona fino al 5^ km perché si scivola, infatti, corro un po’ a lato dove il piede affonda e mantengo meglio l’equilibrio, ma peggio che mai visto che si affonda troppo. Arrivati a metà percorso le salite sono finite ma non i problemi, perché la discesa del 6^ km circa fa scivolare molti , poi alla nostra sinistra un altissimo strapiombo che mi fa pensare malissimo, considerando che corro a piedi nudi e fatico a non scivolare, ma rallentando mi metto in sicurezza e il peggio passa. Siamo nella parte finale della gara, dove i piedi affondano maggiormente coprendo il polpaccio, infatti, riesco a cadere, la cosa mi fa ridere, perché e come farlo su un materasso d’aria. Sento lo speaker e taglio il traguardo con una nuova impresa portata a termine. Purtroppo, il rientro a casa è veloce perché sono già arrivato con un inizio di influenza e non posso godermi il contesto post gara. Concludo dicendo che quando si fa uso delle proprie conoscenze, letture ed esperienze, ti puoi permettere molte cose per molti impossibili, perché le stesse ti portano alla sicurezza in te stesso.

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